Amori, amici, Facebook e uccelli.

Ognuno ha le impostazioni che si merita.

Io, per esempio, ho la chat di FB sempre attiva. Perché la uso, anche per lavoro, perché controllo. Controllo i cazzi degli altri, sì. Non di tutti gli altri, certo. C’è una rosa di privilegiati. Alcuni fissi, altri che entrano nella top ten e poi ne escono. Come quelle canzoni che ti sembra debbano fare un successone ma poi stufano subito.

A volte capita siano online i maschi che ho conosciuto biblicamente nell’ultimo triennio.

A volte contemporaneamente.

È quasi emozionante.

Sono lì. Con la pallina verde. Attivi. Più attivi di quanto siano mai stati in realtà, in alcuni casi.

Immagino che chattino tra di loro. Ma questo perché ho una fervida immaginazione.

Capitano ogni tanto cose straordinarie. Un giorno ho notato fossero online tutti nello stesso momento. Tutti. Uno sotto l’altro. Ed erano in ordine. Dal meno recente al contemporaneo, dall’alto verso il basso. Disciplinati. Perfetti.

Sono rimasti lì un po’. Mi guardavano dalla loro pallina verde. E io scorrevo la lista con lo sguardo. Su e giù. Su e giù.

La congiunzione virtuale è durata qualche minuto, poi il solito stronzo ha rovinato tutto andandosene.

Ho cominciato ad aspettare che capitasse di nuovo. Li volevo tutti online insieme. E ogni tanto succedeva.

E se non erano in ordine dall’alto in basso per periodo storico, cercavo di disciplinarli io, seguendo altri criteri.

Bellezza. Simpatia. Stronzitudine. Prestazione. Dolore. Durata della prestazione. Durata del dolore.

Poi, un giorno, in uno di quei momenti sorprendenti di elenco ordinato, si è infilata una mia amica. Non rientrava nella riserva delle conoscenze bibliche. Però era perfettamente integrata, se osservavo la lista seguendo un criterio di ordine alfabetico.

Loro tutti insieme e lei. Lei che potrebbe chattare con tutti perché di tutti tutto sa. E sono sicura che alcuni di loro li picchierebbe forte. Altri li ringrazierebbe per essersene andati.

Pochi minuti, poi, uno per uno, loro sono spariti. Lei no. Perché la sua pallina verde è sempre vigile e mi guarda. Mentre gli uccelli si sa, volano via.

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