Sii come la prima vodka della serata.

Guardami e riguardami come faresti con il gol dell’86 di Maradona contro l’Inghilterra. Sai come va a finire ma lo riguardi perché è sempre una grande emozione.

Possiedimi come fa l’odore della carne alla griglia, quando vado a correre al parco la domenica a pranzo (perché prima sono ancora sbronza), passo tra le carbonelle dei sudamericani e non sudo ma sbavo.

Riempimi (in senso fisico e metafisico) come la valigia di una single in partenza per Riccione.

Stupiscimi come quando apro il frigo e scopro che non ho finito la birra mentre pensavo di sì.

Trattami male, ma solo per scherzo oppure quando facciamo quei giochetti zozzi che mi arrazzano tanto.

Esalta il mio lato maschile, fatto di alcol, parolacce, porcate, anfibi e partite a pollicione.

Lessami alle terme per un giorno, fammi dormire per due e poi però svegliami.

Sfiniscimi di salame, olive ascolane, noccioline, pizza, montebianco e tutto quello che mi piace perché quando mangio cose buone sono più socievole e allegra.

Toglimi le forze e reintegrami i liquidi con uno spritz.

Affrettati però, perché poi si muore.

 

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6 pensieri su “Sii come la prima vodka della serata.

  1. scirli mia cara,

    fierolocchio vostro si accoda a Guizzo con un rimpianto in più, contenuto in un passato prossimo: anche a fierolocchio *sarebbe piaciuto* essere l’uomo della wishlist, tanti anni fa.

    ma nel 1998 ero giovane e imberbe, e voi troppo bella e libera. e poi eravate pericolosa, ammettiamolo. potevo farmi male e non era il momento.

    dieci anni dopo eravamo maturi abbastanza, ma io non mi fidai delle circostanze, e di contro voi avevate quasi una famiglia. potevo provare a rapirvi e fare di voi la mia principessa ma non avevo la cravatta giusta – ce l’aveva qualcun altro. e lasciai stare.

    e adesso sono un vecchio, e la vecchiaia mi dà la forza di starvi alla larga. meglio flirtare con le parole: a flirtar nei fatti si finisce a rimanere soli soletti, e io non voglio finire così.

    meglio che voi restiate la donna del mio inverno, per sempre. credete che io mi sia mai illuso?

    signora che viaggi, resta con me
    almen finché la notte non muore,
    non son che una fermata lungo i tuoi binari,
    non son nemmeno il tuo amante,
    lo so.

    quand’ero soldato vivevo con una bambina di neve,
    ogni uomo ho combattuto per lei, finché le notti non si fecero gelide;
    portava i capelli come i tuoi (tranne mentre dormiva)
    poi li tesseva al telaio di fumo e d’oro e di fiato.

    e ora perché ti fai taciturna, in piedi presso la porta?
    già avevi scelto il tuo viaggio prima di incrociar la mia strada.

    signora che viaggi, resta con me
    almen finché la notte non muore,
    non son che una fermata lungo i tuoi binari,
    non son nemmeno il tuo amante,
    lo so.

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