Food for thought

Ho il ciclo, è quasi giovedì e sono emotivamente instabile. Non che sia poi così stabile di solito, ma a volte posso peggiorare.

È tornata a galla una canzone che mi si è infilata in un orecchio ed è andata dritta su per il cervello. Una Petite Madeleine con la muffa.

È legata a una persona, giovane. Una persona che faceva sogni di colore verde, chissà come mai i dettagli importanti dei suoi sogni erano verdi e tutto il resto in bianco e nero. Pensava di essere indistruttibile e di avere il mondo nelle mani. Non si curava di fare qualcosa perché credeva avrebbe potuto fare tutto, anche senza sforzo.

Aveva intorno un disastro invisibile che piano piano si sarebbe insinuato dentro di lei minandole il cuore e la pancia.

Era superficiale, presuntuosa, ignorante, ingenua. Ha fatto grandi errori, per via dell’arroganza o dell’arrendevolezza, due caratteristiche opposte, entrambe dannose, devastanti se convivono nello stesso essere. Non era una stupida, ma avrebbe dovuto coltivarsi. Quello che la fregava era che tutti pensassero fosse intelligente e matura, molto per la sua età. Anche lei lo pensava e si faceva forte di questo. Sapeva ingannare bene. Anche se stessa.

Potessi incontrarla oggi avrei molte cose da dirle. Ma tanto lei non mi ascolterebbe, lo so, la conosco bene.

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8 pensieri su “Food for thought

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