A dirlo con i fiori, non saprei.

Se mi invitassi a cena e non volessi arrivare a mani vuote, quali fiori mi regalerei? (Posto che mi porterei del vino, ma se volessi regalarmi dei fiori? Quali?)


Sono passata davanti a un chiosco di fiori e mi sono fermata, non sapevo quali fossero i miei preferiti. Mi piacciono tutti in generale. Ma quali di più?
A 20 anni pensavo fossero le calle. Il mio primo fidanzato storico (lo stesso che si preoccupava dei danni della grandine sulla macchina nuova e non sulla fidanzata) me le aveva regalate in uno sprazzo di romanticismo e mi ero commossa a tal punto che li ho visti come i fiori più belli del mondo. Non lo penso più. Sono troppo rigide, troppo candide e impettite.
Le rose mi piacciono ma sono false. Ti deludono se non hanno profumo perché te lo aspetti. Si rovinano in fretta e sono vanitose.
Mi piace la lavanda, anche in grosse quantità ma non sopporto l’odore, mi dà ai nervi.
Mi piace il glicine ma non ho un porticato, un balcone, un posto dove metterlo e il glicine per fare il suo dovere deve pendere dall’alto.
Ho amato la fioritura delle lenticchie. Meravigliosa. Ma funziona nei campi, dal fioraio non esistono mazzi di fiori di lenticchia.
Le gerbere sono naturali ma sembrano artificiali.
Le margherite vanno meglio. Ma sembra che una voglia fare per forza la semplice e mi viene in mente il finale del video di Material Girl di Madonna.
Anche il gelsomino mi attira, penso per il suo essere devoto al tramonto. Mi piace il profumo, ma mi inebria di malinconia e non so perché.
Il girasole mi ha sempre divertita, ha una missione, santocielo. Ma non è ora.
I tulipani forse, ma a volte ne ho paura, credo per la consistenza, sembrano vivi davvero.
Le orchidee sono da fighetta.
Il mughetto è troppo virginale e democristiano, il garofano socialista e maleodorante.
Il giacinto mi sa di morto, anche se non lo è, i crisantemi lo sono, ma non so che farci.
Avevo notato a Londra che ci fossero venditori di fiori a quasi ogni angolo di strada. Moltissimi rispetto a quanti ne vedessi nella mia città. Ne compravano tutti. Mazzi piccoli e grandi da portare a casa. Non necessariamente da regalare ad altri. Io non li avevo mai presi, non mi sarei regalata niente.
E se mai mi sposassi? Oddio, le possibilità si assottigliano, come affettate da una mannaia, ma se mai capitasse? Non voglio cerimonie sfarzose, voglio un party con tanto alcol, musica che mi piace, gente che mi piace, cibo che mi piace, caldo giusto e una piscina. Ma due fiori sì, uno straccio di bouquet ci vuole, anche solo per tenere le mani impegnate mentre pronunci il fatidico sì e di sicuro vorresti scappare e ti tremano le mani. Così la paura e l’emozione si vedono meno.
Sono stata a lungo davanti a quel chiosco, a guardare, annusare, toccare. Tantissimi non sapevo che fiori fossero, ma non avevo voglia di parlare col fioraio e non ho chiesto. Mi avrebbe inquinato i pensieri.
Alla fine me ne sono andata. Pensando che ci sono tante cose di me che ancora non conosco e, tra le tante, quali fiori preferisco.

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15 pensieri su “A dirlo con i fiori, non saprei.

  1. No ma è facile farti un regalo, eh? Penso sceglierei un vino, sembra meno rischioso.
    Oddio e se sbaglio? non lo vuoi rosso, non lo vuoi bianco, lo vuoi rosè?

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